Obesità infantile

Obesità infantile

Quando si parla di obesità, si pensa subito all’obesità dell’adulto.

In realtà, l’obesità infantile è un problema molto serio che riguarda una grande quantità di bambini in tutto il mondo. Nel 2014, 41 milioni di bambini sotto i 5 anni erano sovrappeso o obesi. Visto il dato così allarmante, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito la riduzione del sovrappeso infantile come uno dei target globali da raggiungere entro il 2025.

Come molti di voi sapranno, lo sviluppo dell’obesità è legato alla nutrizione e all’attività fisica svolta. Nel caso dei bambini sotto i 5 anni, ancora troppo piccoli per decidere della loro alimentazione e attività fisica, è evidente che i genitori giochino un ruolo molto importante.

L’obesità infantile può causare problemi sociali, psicologici e di salute ed è collegata all’obesità da adulti. Un bambino obeso sarà un adulto obeso, se non si interviene in tempo.

Cosa possono fare i genitori affinché si possa prevenire l’obesità?
Un primo consiglio è quello di affidarsi al pediatra che saprà di certo consigliare quali alimenti e quali quantità siano preferibili per le diverse età e le varie fasi dello sviluppo.
Un altro consiglio è quello di proporre ai bambini cibi sani ma belli da vedere in modo da catturare la loro attenzione.
Infine, ma non per importanza, giocate con i vostri bambini, non lasciate che stiano per ore seduti davanti la TV.

Un bambino obeso
sarà un adulto obeso,
sii responsabile,
pensa al suo futuro!

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Il nuoto: tra benefici e falsi miti

Il nuoto: tra benefici e falsi miti

Il nuoto viene sempre considerato come lo sport più completo, ma è davvero così? Va bene per tutti? Chi ne beneficia maggiormente? Chi soffre di scoliosi può praticare il nuoto?

Il nuoto, se praticato con criterio, apporta sicuramente dei benefici non trascurabili:

  • è un’attività aerobica, utile per mantenersi in forma;
  • contribuisce a ridurre la pressione arteriosa, riducendo così il rischio di malattie cardiovascolari;
  • l’apprendimento del nuoto aiuta a combattere la paura dell’acqua.

Spesso a chi soffre di scoliosi viene consigliato il nuoto. E’ davvero la scelta migliore?

Nel nuoto il corpo è sostenuto dall’acqua, si trova quindi in una situazione in cui la forza di gravità è ridotta. Per questo motivo, a causa del mezzo “acqua”, non si ricevono stimoli sufficienti allo sviluppo della densità ossea. Il mito del nuoto quale toccasana contro la scoliosi è ormai sfatato da tempo, anzi, una pratica intensa del nuoto, rende la colonna vertebrale (o rachide) più “mobile” e quindi più “deformabile”. Alla luce delle conoscenze attuali gli sport di carico hanno infatti benefici di gran lunga superiori al nuoto. Risulta indicata la pratica della “ginnastica correttiva” che deve essere individualizzata per ogni singolo soggetto, sotto la supervisione di personale qualificato.

E’ bene quindi sapere che i soggetti sani che praticano nuoto, per compensazione, dovrebbero svolgere attività che forniscano stimoli allo sviluppo della densità ossea (sport di squadra, palestra…).

Il nuoto e le attività motorie acquatiche sono le discipline sportive che meglio si prestano alle persone disabili.

L’operatore esperto (laureato in scienze motorie) attraverso il nuoto struttura una strategia didattica al fine di:

  • mantenere o migliorare la condizione psico-fisica;
  • adatta l’attività, in relazione alle funzioni motorie residue.

Attraverso il mezzo acqua e l’attività motoria adattata in acqua riescono a:

  • potenziare e valorizzare le capacità della persona disabile;
  • aiutano la presa di contatto con il proprio corpo;
  • permettono maggiore controllo dello spazio e del tempo;
  • permettono il controllo del capo, respiro, equilibrio, posture;
  • permettono il rilassamento globale;
  • facilitano il controllo dell’ansia e delle emozioni;
  • l’acqua offre maggiori opportunità ai disabili rispetto a qualsiasi altro ambiente.

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Vegetariani e Vegani

Vegetariani e Vegani

Spesso ci si confonde tra il Vegetarianesimo e il Veganesimo, non riuscendo ad individuare gli alimenti preferiti dai nostri amici vegetariani e vegani. Di seguito troverete le principali differenze alimentari e qualche alimento, non convenzionale, molto amato.

Il Vegetarianesimo prevede l’esclusione di qualsiasi alimento la cui produzione abbia causato, direttamente o indirettamente, la morte di qualsiasi specie vivente appartenente al regno animale. Gli alimenti consumati sono: cereali, legumi, verdura, frutta fresca e frutta secca, latte, latticini, miele e uova. Non è previsto il consumo di prodotti animali (carne, pesce).

Il Veganesimo o, più propriamente, Vegetalianesimo prevede il rifiuto di ogni prodotto legato a qualunque forma volontaria di sfruttamento degli animali. In questo caso gli alimenti non consumati sono quelli animali e di origine animale (uova, latte, latticini e miele). Spesso si utilizzano alimenti particolari quali miglio, quinoa, cous-cous, seitan, soia e derivati (tofu, tempeh), alghe, semi e derivati (tahin), condimenti come shoyu, miso e tamari, dolcificanti come il malto. E’ importante ricordare che le diete vegane e vegetariane, prevedendo l’esclusione di alcuni alimenti, se non ben strutturate possono essere pericolose per l’organismo. Si raccomanda, quindi, di rivolgersi a un nutrizionista per essere aiutati nella scelta degli alimenti e degli abbinamenti alimentari. Sei vegano o vegetariano e vuoi un piano alimentare adatto a te? Contattami al 3402718279 per valutare la tua composizione corporea attuale e ideale e la dieta a te più adatta!

I DOMS e l’acido lattico

L’acido lattico è un sottoprodotto del metabolismo anaerobico lattacido ed è correlabile alla comparsa della fatica muscolare. E’ un composto tossico e, per tale motivo, non verrà mai accumulato dal nostro organismo: viene smaltito entro un’ora. Perciò, non è il responsabile del dolore muscolare avvertito il giorno seguente ad un allenamento intenso e i giorni successivi.

Il dolore muscolare del giorno dopo, meglio noto come “indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata” (DOMS: Delayed Onset Muscle Soreness) è causato da microlacerazioni muscolari che originano processi infiammatori.

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Ai DOMS si associano i seguenti sintomi:

• perdita di forza;
• dolore;
• fragilità muscolare;
• rigidità e gonfiore.

Il dolore raggiunge il picco entro le 12-72h dopo lo sforzo fisico e in genere regredisce al massimo entro 7 giorni.

Il fenomeno dei “DOMS” è particolarmente evidente in:
• soggetti non allenati
• soggetti ben allenati che affrontano nuovi esercizi.

Per ridurre i DOMS si consiglia di effettuare il riscaldamento prima dell’allenamento.

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I benefici del tè verde

I benefici del tè verde

Che cos’è il tè? I vari tipi di tè derivano dalla lavorazione della pianta del tè, la Camellia sinensis. Il tè verde proviene dalle foglie della pianta e differisce dal tè nero per un processo di lavorazione che impedisce l’ossidazione delle stesse.

Come preparare l’infuso? Nella preparazione dell’infuso è molto importante che l’acqua non sia troppo calda, è consigliabile farla raffreddare circa mezzo minuto dopo averla portata a ebollizione. L’acqua va versata nella tazza dopo avervi disposto all’interno le foglie, evitando di colpirle direttamente. Il tempo di infusione è di pochi minuti, se il tempo si protrae il gusto potrebbe diventare troppo amaro.

E se ho comprato il tè nelle bustine? In alternativa è possibile versare il contenuto delle bustine in una tazza e, dopo l’infusione, filtrare l’infuso con un colino. In questo modo, evitiamo di tenere in infusione sostanze come collanti e parti metalliche che potrebbero trasferirsi nel liquido.

Quale tè scegliere? E’ preferibile che il tè sia di buona qualità e in foglie. Se lo scegliamo biologico, evitiamo che sulle foglie vi siano resti di pesticidi usati durante la coltivazione.

Quali sono i benefici del tè verde? Diversi studi dimostrano i benefici del tè dovuti principalmente alla presenza dei polifenoli, tra cui i flavonoidi e le catechine, responsabili degli effetti antiossidanti e antinfiammatori. Si riscontrano effetti di protezione dal cancro e dalle malattie cardiovascolari, un effetto termogenico e la promozione dell’ossidazione dei grassi.